Geografie inattese.

24 Dicembre 2025

MAUA, il progetto partecipato a Santa Croce di Magliano


di Deborah Toschi

Il Molise, la regione che (non) esiste, diventa una delle tappe più sorprendenti del progetto MAUA Special Edition del 2025, il museo open air che riposiziona la fruizione nello spazio urbano trasformando l’esperienza culturale della street art e meticciandola con la realtà aumentata. Dalla prima sperimentazione avviata con Milano nel 2017, si è giunti ad una vera e propria rete allargata a Torino, Brescia, Palermo e Waterford (Irlanda), e nel 2025 alle città di Firenze e Cosenza, e ai borghi di Aielli (AQ), Diamante (CS), Favara (AG) e Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso. L’impostazione metodologica dell’intervento artistico non cambia, la cooperativa sociale Bepart individua una serie di murales, esercizi di stile di grandi dimensioni spesso ubicati in quartieri marginali, che raccontano le storie e le speranze dei più giovani. Non ci si limita alla sola salvaguardia, la riscoperta e la valorizzazione della street art è solo il primo passo di una progettualità stratificata che mette in dialogo le opere dislocate nel tessuto cittadino con artisti digitali per creare nuovi contenuti in realtà aumentata. 

Il caso di Santa Croce di Magliano è per molti aspetti un unicum in termini di rivalutazione di un’eredità culturale al contempo estesa ma pressoché invisibile. Il comune dell’entroterra molisano raggiunge appena i 4000 abitanti, confermandosi un piccolo borgo in una delle regioni a minor densità abitativa d’Italia. Eppure, lontano dai grandi centri e dalle rotte turistiche più battute, Santa Croce nasconde un patrimonio “umano” di artisti che hanno segnato l’arte contemporanea sia a livello regionale sia a livello nazionale. Il merito è da rintracciare nella rinascita estetica dell’area, fortemente voluta attraverso la costituzione del MAACK (1992), il Museo all’ Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte della vicina Casacalenda, e del Sacrocam (2005), il Museo di arte contemporanea di Santa Croce, nonché grazie alla figura di Antonio Giordano, esponente poliedrico della Transavanguardia (scultore, pittore e fotografo) scomparso nel 2013 e ricordato in maniera lungimirante attraverso un premio a lui dedicato. Il Premio Antonio Giordano è un festival di arte urbana dedicato alla divulgazione delle arti visive che trasforma la città in un laboratorio sperimentale a cielo aperto con diverse residenze d’artista. Grazie al Premio, la città si è arricchita delle opere di esponenti di spicco della street art italiana, come Alberonero, Nicola Alessandrini, Basik, Francisco Bosoletti, Maaike Canne, Andrea Casciu, Camilla Falsini, Guerrilla Spam, Alexey Luka, Millo, MrThoms, Motorefisico, Nemo’s, Nelio Riga, Robocoop, Soda, Zed1, 108. Più in generale, il festival si è integrato tra il progetto Draw the Line, dedicato a writing e arte urbana attivo dal 2011 a Campobasso, e il CVTà Street Fest, il festival di arte urbana operante dal 2016 a Civitacampomarano. Nella provincia, lontano dai luoghi comuni, ha preso forma una vivace proposta artistica con un forte orientamento allo spazio pubblico, inteso come spazio di valore culturale, condiviso e aperto alla risignificazione.

È in questo contesto che si è innestato il contributo di Bepart, che ha animato in realtà aumentata 32 opere di street art. La proposta progettuale capitalizza le esperienze precedenti, integrandole in una visione coerente e sviluppandole in una direttrice più accattivante per le tecnologie e i linguaggi impiegati. Se già i murales rendevano visibili storie collettive, lo sviluppo di contenuti digitali promuove in modo innovativo il territorio e i suoi abitanti. L’attenzione ai beni culturali del luogo, spesso poco visitati, è assicurata attraverso la studiata composizione del team di lavoro, che ha visto collaborare associazioni locali, storici dell’arte e un team di archeologi, riuniti nell’associazione ME.MO.Cantieri Culturali aps. L’arte e l’innovazione tecnologica divengono strumenti per ripensare l’esperienza del territorio ed aprirlo al turismo culturale. L’attivazione delle comunità locali è invece un tratto distintivo della cooperativa Bepart. MAUA a Santa Croce di Magliano è stata un’opportunità creativa e formativa per gli studenti del Liceo Artistico IISS E. Majorana di Termoli, e un momento di risocializzazione per i detenuti della Casa Circondariale di Campobasso. Nella condivisione di memorie, esperienze, competenze, il processo artistico è divenuto un vero e proprio dispositivo di mediazione sociale e ha rivelato il proprio potenziale trasformativo dal punto di vista culturale, ma anche politico e sociale. Il linguaggio della realtà aumentata ha trasformato le pareti in portali digitali, aperto ad un altrove immateriale e ricollocato Santa Croce in una geografia alternativa. E lo spazio, in questa piccola regione che sembra non esistere, è tornato ad essere non solo un bene comune ritrovato, ma un luogo che innesca processi di rigenerazione e responsabilizzazione per gli abitanti e per i turisti che vorranno visitarlo.